Le tillandsie

Originarie dell’America centro-meridionale, Le Tillandsie, sono piccole piante epifite provviste di particolari dispositivi – i trocomi – capaci di assorbire acqua e sali minerali direttamente dall’aria. Non hanno bisogno di terra e le radici servono soltanto per ancorarle a sostegni assai eterogenei: alberi, rocce, e muri delle case.

Sono depuratori naturali dell’ambiente giacché, assieme all’umidità dell’atmosfera, assorbono anche gli inquinanti in essa disciolti. Ricerche condotte dall’Università di Bologna hanno dimostrato la capacità di queste piante di assorbire gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), creati dai processi di incompleta combustione di benzina e gasolio. Gli IPA sono pericolosi inquinanti di accertata attività cancerogena prodotti principalmente dal traffico, dal riscaldamento domestico e dall’attività industriale. Altre ricerche portate a termine negli Stati Uniti hanno scoperto la capacità delle Tillansie di assorbire anche altri agenti inquinanti come formaldeide, radon, anidride solforosa, ozono e fumo di sigarette. Questa capacità le rende efficaci per combattere quella che viene definita sick building syndrome (SBS) ossia sindrome dell’edificio malato, dovuta alla presenza nell’aria domestica di tali sostanze, che possono provocare emicrania, affaticamento, sonnolenza, irritazione al naso, nausea e perdita di concentrazione.

Vivono bene all’aperto in un luogo protetto dal sole delle ore più calde. Nelle regioni di clima mite possono restare all’esterno tutto l’anno. Se invece il termometro scende al di sotto dei 6-7 gradi è consigliabile portare le piante al riparo onde evitare nocivi sbalzi di temperatura.

Le Tillandsie si adattano bene anche a vivere in ambienti chiusi purché ci sia luce ed una buona ventilazione.

L’annaffiatura si regolerà in funzione del periodo dell’anno, dovrà essere abbondante in primavera ed estate e limitata in autunno ed inverno. Si consiglia di usare acqua piovana, oligominerale o del pozzo. Evitare l’acqua del rubinetto, il calcare potrebbe depositarsi sulle foglie danneggiando i tricomi ed il cloro non è tollerato da queste piante. E’ consigliabile concimare ogni venti giorni con concime per orchidee. Queste piante possiedono una buona resistenza alle malattie e, a eccezione di afidi e cocciniglie, non sono facile preda di insetti e parassiti, tuttavia è necessario controllare le piante periodicamente e con attenzione per evitare sgradevoli sorprese. Foglie increspate o molli o con gli orli intaccati, ingiallite o arrossate in una specie che non cambia colore con l’esposizione al sole o nell’epoca della fioritura, boccioli che seccano, depositi biancastri nelle foglie, sono tutti campanelli d’allarme che dobbiamo prendere seriamente in considerazione. Individuare il nemico in tempo e provvedere alla cura adatta permette di minimizzare i danni sofferti dalla pianta infetta. Si trovano in commercio molti prodotti efficaci per combattere malattie e parassiti, ma se si vuole evitare di far ricorso a anticrittogamici e pesticidi, alcune vecchie ricette naturali possono essere di grande utilità.

Il sapone nero: 20 grammi disciolto in 1 un litri di acqua, costituisce un eccellente insetticida, contro gli affidi. specialmente se nebulizzato con una pompa irroratrice,

L’aglio: mettere 8 – 10 grammi in un litro di acqua fredda e far bollire per 15-20 minuti, coprire mentre il decotto si raffredda, si otterrà un prodotto miracoloso che ha un effetto preventivo contro i batteri e i funghi portati dagli gli affidi e dagli acari.

La nicotina: far macerare qualche sigaretta in un litro d’acqua, si otterrà un insetticida molto efficace contro gli affidi.

La cannella in polvere: cospargere le piante attaccate da una malattia crittogamica e non annaffiare per 8 -10 giorni.

L’alcool etilico: tre volumi di alcool diluito in uno di acqua. Con un pezzetto di cottone idrofilo imbevuto in questa soluzione lavare le foglie attaccate dalla cocciniglia. Risciacquare bene.

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